le Aziende

Siamo una organizzazione di imprenditori agricoli tutti proprietari di piccole aziende a carattere familiare situate nella Piana di Gioia Tauro, altresì conosciuta come PIANA DEGLI ULIVI.
I nostri uliveti ci sono pervenuti dai nostri antenati, e si estendono su terreni posti tra i 150 ed i 500 m. sul livello del mare.
Le varietà di ulivo presenti sono Ottobratica e Sinopolese.
Da sempre i nostri ulivi secolari, unici al mondo, vengono curati con una potatura tradizionale e delle tecniche colturali assolutamente biologiche; il nostro intento e quello di continuare nel solco di questa tradizione, perché le nostre radici non vadano perse e si dia un giusto valore alle produzioni di alta qualità e salubrità.
Ecco alcune norme tecniche come concimazione oliveto, difesa piante di ulivo, lavorazione terreno e trasformazione delle olive che rigorosamente attuiamo nella nostra azienda agricola:

Concimazione dell’oliveto

  • Apporto di sostanza organica, corrispondente a lungo termine alle perdite per demolizione e mineralizzazione.

  • Concimazione azotate esclusivamente con concimi organici

  • Rinuncia a concimi azotati chimici di sintesi.

  • Impiego dei concimi fosfatici di derivazione naturale. Proibiti i fosfati facilmente solubili ed il perfosfato minerale.

  • Impiego dei concimi potassici di derivazione naturale. Ammesso a certe condizioni l’uso del solfato di potassio magnesiaco. Proibito l’uso di concimi potassici puri o ad alto tenore di cloro. Consigliata la preparazione dei concimi aziendali con aerazione (compost).

Riferimento: Prodotti per la concimazione e l’ammendamento del terreno ammessi dal Reg. CEE 2092/91 e successive integrazioni (Parte A Allegato II)

La lavorazione del terreno

Lavorazione più possibile superficiale che rispetti le caratteristiche naturali del suolo (privilegiando strumenti discissori rispetto alle macchine fresatrici). Prevenzione di tutte le cause di degrado della struttura dei terreni e dell’assetto idrogeologico dei suoli.

Difesa delle piante di ulivo

  • Realizzazione di una corretta ed efficace strategia di prevenzione delle cause di malattia delle piante, cioè: scelta della specie e varietà adatte, miglioramento della struttura del suolo, adeguati interventi e pratiche colturali (rotazioni, consociazioni, sovesci, ecc.)
  • Creazione di condizioni di vita adatte per i naturali antagonisti di parassiti e malattie. In linea di massima è vietato l’impiego di pesticidi chimici di sintesi ed è consentito l’uso di antiparassitari  di derivazione naturale. E’ permesso l’impiego solo di pochi prodotti regolatori ben conosciuti e di origine naturale.

Riferimento: Prodotti destinati alla lotta contro i parassiti e le malattie delle piante previsti dal Reg. CEE 2092/91 e succ. (Parte B Allegato II)

Trasformazione delle olive

Utilizzazione di materie prime provenienti tutti o in parte dall’agricoltura biologica.
Vietate tutte le pratiche e le sostanze che hanno tossicità o che producono sostanze tossiche nel prodotto finito.
Vietato l’uso di additivi chimici di sintesi.

Conversione: E’ il passaggio dall’agricoltura convenzionale a quella biologica. La normativa richiede un periodo minimo di conversione di 2 anni (colture orticole) o di 3 anni per le colture arboree come l’ulivo.

Oliva, frutto generoso che ci dona un alimento salutistico e straordinario

Olive invaiateL’oliva è il frutto di quella straordinaria maestosità che ha l’albero di ulivo. Da questi generosi frutti, sin dai tempi più antichi si estrae l’olio di oliva.  Un frutto (drupa è il suo termine botanico) che, a seconda della varietà (cultivar, in Italia ne esistono circa 600 di cui quasi quattrocento iscritte ufficialmente nello schedario oleicolo Italiano) può avere una  forma ovale o rotonda.

La drupa è costituita dalla “buccia” (epicarpo), dalla polpa (mesocarpo), dal nocciolo (endocarpo).

L'oliva in sezione

E’ all’interno dell’oliva che si forma spontaneamente l’olio, non bisogna quindi pensare che occorrono dei sofisticati sistemi per estrarlo. Chimicamente, il succo ricavato dalla spremitura, è formato da due componenti fondamentali: la parte saponificabile (circa il 98%) e la parte insaponificabile (circa il 2%).
Il pregiato condimento si conserva, all’interno dell’oliva, in minuscole sacche protette da una sottile membrana di antiossidanti, sostanze che impediscono il decadimento della clorofilla, degli aromi, delle vitamine, dei sali minerali, dei tannini e dei tanti altri componenti che aiutano la nostra salute (parte insaponificabile). La parte saponificabile è la parte “grassa”, composta da gliceridi, acidi monoinsaturi, polinsaturi e saturi. In questa parte dell’oliva, le sostanze più importanti sono gli acidi grassi insaturi che hanno il pregio di non innalzare il colesterolo.
La parte insaponificabile (steroli, vitamine, pigmenti, polifenoli, idrocarburi, ecc.), anche se presente in quantità minima, è quella che influisce in maniera fondamentale sulla qualità nutrizionale, organolettica e sulla classificazione merceologica. Per mantenere elevata questa parte importante al fine di ottenere maggiore qualità, bisogna adottare dei particolari e rigorosi accorgimenti durante la raccolta, la lavorazione delle olive e nella conservazione dell’olio.

Alla fine del suo ciclo di maturazione, una oliva è costituita mediamente da:
– acqua per circa il 45-50% (varia a seconda del andamento climatico)
– olio  per il 18-25% (varia a seconda del cultivar, e luogo di coltivazione)
– altro (carboidrati, cellulosa, ceneri…) per il 20-29%

E’ utile sapere che gli oli possono essere prodotti come monocultivar (monovarietali) e cioè solo da olive della stessa varietà, oppure come avviene nella maggior parte dei casi dalla combinazione di più varietà di olive, immaginate quindi l’assortimento degli oli italiani considerando che in Italia sono presenti oltre 600 diverse cultivar.

In Italia regione per regione nel corso degli anni, si è assistito a una scelta selettiva e consapevole del tipo di cultivar da impiantare, dovuta essenzialmente alle caratteristiche geomorfologiche del terreno e dalle condizioni climatiche della zona selezionate per impiantare l’uliveto. A seguito di queste scelte, ogni zona, ha alcune cultivar, che, grazie ad un progressivo adattamento negli anni, hanno dato vita a frutti che acquisiscono caratteristiche di tipicità e unicità. Queste straordinarie evoluzioni oggi ci regalano oli dal contenuto organolettico unico, alcuni di questi sono stati riconosciute anche dal Regolamento CEE 2081/92 “Denominazione di Origine Protetta” (DOP – in Italia, attualmente, ne sono state riconosciute 39).

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